Da Milano e Firenze le tendenze della moda maschile


Stagione che vai, tendenza che trovi. Pardòn... ma non valeva solo per i Paesi? E soprattutto in quel caso non si parlava di usanze? Non di trend, questo è sicuro! Diciamo che questa potrebbe essere la nuova interpretazione di un "vecchio detto", riadattato alla versione più consona per il "fashion-system". Pare infatti che le proposte in fatto di moda cambino di città  in città. Due vetrine internazionali tra la Toscana e la Lombardia si mettono in mostra World-wide (perchè questa è il volume di ricezione di entrambe) agli occhi della stampa, buyer, trend setter ed esperti del settore. Se Firenze infatti pensa a dire la sua all'interno della Fortezza Da Basso in occasione della 77° edizione di Pitti Uomo, Milano non si tira certo indietro e rilancia in tutta risposta, mediante le sue dislocate location, durante la fashion week maschile. Punto in comune per entrambe, la stagione che le collezioni interpretano: l'autunno/inverno 2010/2011. La manifestazione fiorentina punta sull'innovazione e la sperimentazione, soprattutto dei materiali e delle lavorazioni, partendo principalmente dal casualwear e dal lifestyle, passando per il tecnico, senza tralasciare il classicismo dell'alta sartorialità. Vicinanza con capi facili da indossare, adatti ad ogni giorno per la maggior parte, altri studiati ad hoc per precise occasioni. La kermesse milanese dalla sua asseconda le ispirazioni dei grandi maestri e dei nuovi designer emergenti del prèt-a-portèr tutto Made in Italy. ma 100% very International. D'altronde parliamo di una delle fashion week più importanti insieme a Londra, Parigi e New York: chiaro che l'allure e la grandezza di questa sia di tutt'altro calibro rispetto alla manifestazione fiorentina, senza nulla togliere però a quest'ultima. Le sfilate durante una Fashion week sono più uno show di creatività: tanti abiti sfilano in passerella solo per stupire, alcuni infatti non andranno mai in produzione al contrario di quelli più facilmente indossabili. Quindi Milano è forse più il sogno ed il trampolino di lancio per le ispirazioni e le nuove tendenze; Firenze è molto più vicina alla vendita (sia come target di clientela che come costo) e più concreta. C'è da dire che il sistema moda, nonostante le loro differenze e la loro lontananza di significa significato, ha bisogno di entrambe. Ma andiamo a sentire l'opinione dei patròn delle manifestazioni: "Sono numeri importanti è afferma Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine è che registrano un cambiamento di tendenza rispetto alle difficoltà che hanno caratterizzato la moda internazionale nei mesi scorsi e nelle ultime stagioni. Alla Fortezza i compratori hanno apprezzato il grande lavoro degli espositori nel presentare le nuove collezioni, piene di ricerca, prodotto vero e immagine; il nuovo layout del padiglione centrale disegnato da Patricia Urquiola è stato molto apprezzato, e soprattutto le nuove aree Pop Up Stores, per il modo innovativo di proporre una selezione unica dei nuovi accessori del lifestyle uomo. E poi la grande attenzione di stampa e tv in questi quattro giorni, il successo dei talenti emergenti e il glamour degli eventi speciali, l'energia che si è respirata in una Firenze tutta coinvolta e mobilitata dalla moda. A Pitti Uomo si è davvero sentita aria di ripresa: un'onda che siamo convinti sarà lunga, e darà  segnali ancor più concreti nella produzione industriale e nei consumi finali dei prossimi mesi”. Ricordiamo che Pitti Immagine Uomo (12-15 gennaio 2010) ha avuto tra i vari importanti eventi: l'inaugurazione allo spazio Taste Lounge; lo show-event by Corneliani; la partecipazione del designer britannico Giles Deacon al Pitti Woman e la performance con installazioni in esterno di Gentucca Bini; The new performers by Fondazione Discovery; il debutto di Umit Benan come nuovo Men's fashion project; la performance Behind the shoes di Max Kibardin e la presentazione del libro Walter Albini e il suo tempo. L'immaginazione al potere” alla Galleria del Costume di Palazzo Pitti. Senza tralasciare ovviamente le molteplici e divertenti iniziative di ogni marchio al proprio stand. La manifestazione ha registrato un incremento nel numero delle presenze: i compratori venuti a Firenze sono stati 23.360 - in aumento di oltre il 3% rispetto ai 22.672 buyer dell'ultima edizione invernale e in totale sono stati oltre 30.000 i visitatori di questa edizione. A Milano sono andate in scena, dal 16 al 19 gennaio, ben 85 collezioni divise tra 38 sfilate, 28 presentazioni e 22 presentazioni su appuntamento negli showroom. Sono stati circa 10mila gli operatori del settore provenienti da tutto il mondo arrivati in città, e un migliaio, i rappresentanti dei mezzi di comunicazione nazionali e internazionali. Una prova fondamentale per il menswear, che secondo le stime di Smi sul 2009 ha incassato un calo del 9,7% nel giro d'affari, scendendo al di sotto dei 9 miliardi di euro. Ad aprire la fashion week ci ha pensato Carlo Pignatelli Outside seguito da Ermenegildo Zegna, C.P. Company, Costume National Homme, Jil Sander, Emporio Armani, Burberry Prorsum e Les Hommes. Il giorno successivo è toccato, tra gli altri, a Gianfranco Ferrè, Roberto Cavalli, Salvatore Ferragamo, Gazzarrini (che dopo tanto tempo è tornato nuovamente in passerella) e Prada. Poi il testimone è passato a griffe come Pringle of Scotland (altra new entry: non sfilava dal 2005), Dirk Bikkembergs, Gucci, John Richmond, Etro, Canali, Versace e Alexander McQueen, per citarne alcune. Mentre la chiusura della kermesse è spettata a Dsquared2, Giorgio Armani, Ermanno Scervino, Iceberg e Zegna. "Sono soddisfatto - ha dichiarato Mario Boselli, Presidente Camera Nazionale della Moda Italiana responsabile del Calendario Milano Moda Uomo - dei segnali positivi che hanno caratterizzato queste giornate di Milano Moda Uomo. Le collezioni hanno mostrato caratteristiche significative in linea con la situazione attuale e cambiamenti rilevanti rispetto al passato. Gli stilisti - ha aggiunto - si sono impegnati a creare collezioni più portabili, che mantengono il loro valore nel tempo e a presentarle in modo più sobrio. Alcuni hanno deciso di non organizzare una sfilata, ma una presentazione più economica da realizzare capace di avvicinare di più il visitatore, al tessuto, e al prodotto". E se ad essere soddisfatti sono proprio i Patròn di entrambe le kermesse, come non esserlo noi? Felici e contenti ci salutiamo e ci diamo appuntamento al prossimo superspecial event al quale, di certo, non mancheremo. (Erica Trincanato)
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